L’infradito caprese tra storia e vanità

Diana Vreeland con le prime infradito capresi ideate da lei su ispirazione di una calzatura di uno schiavo al Museo di Pompei. Anno 1935

Diana Vreeland

Infradito gioiello caprese

Particolare di infradito gioiello caprese

Diana Vreeland fu assunta nel 1936 come redattrice da Harper’s Bazaar, poi nel 1962 fu chiamata a dirigere la rivista Vogue America. Dal 1971 divenne consulente del Costume Institute del Metropolitan Museum of Art, dove organizzò per quindici anni mostre sensazionali.

Audace e sofisticata divenne un punto di riferimento per tutto il mondo della moda a livello internazionale.

Quando mori nel 1989, il New York Times le dette l’addio definendola “un mito”.

Un episodio emblematico del suo grande intuito fu quando davanti ad un disegno al museo di Pompei  s’innamorò della particolare calzatura indossata da uno schiavo durante un momento d’amore e sorpreso dall’eruzione del Vesuvio.

Lo schiavo indossava, in quel momento così sensuale, il sandalo più semplice del mondo, una striscia di pelle tra l’alluce e il dito accanto, e un cinturino attorno alla caviglia, fissato dietro il tallone. Era il 1935 e  con questo schizzo Diana Vreeland andò a Capri dove sapeva esserci il miglior artigiano calzolaio e dove si fece realizzare questi sandali.

Fu questa la nascita dell’infradito e da qui cominciò l’eterno successo di questa calzatura.

L’infradito caprese rimane unico nel mondo  e a Capri passarono icone di stile quali Jacqueline Kennedy, Audrey Hepburn, Ingrid Bergman, Brigitte Bardot e molte altre per potersi fregiare di quello che poi diventerà un gioiello.

Se vi dovesse capitare di fare un viaggio a Capri, cercate la poche botteghe di calzature artigiane ancora rimaste e regalatevi una infradito su misura, vi accorgerete che non hanno paragone con nessun’altra. Forse perchè è ancora rimasta un pochino di quella magica sensualità che trasmetteva il famoso schizzo di Diana Vreeland tratto dal museo a Pompei…

Stupende le infradito gioiello, che rendono affascinante anche l’abito più banale, però mi sono piaciute molto anche quelle più semplici, che non interferiscono con nessun modello di abito, come essere a piedi nudi su una spiaggia.


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